Un gioiello che brilla di una luce potente del numero complessivo di abitanti del napoletano

Un gioiello che brilla di una luce potente del numero complessivo di abitanti del napoletano

Alfonso è un ricercatore presso l’università: timido, impacciato, e drammaticamente incerto. La notizia del suo licenziamento, decide di rivolgersi ad un vecchio amico, un politico in ascesa, nella speranza di ricevere una raccomandazione. Ottenuto il favore, viene coinvolto in un confronto tra la camorra e, costretto a fuggire, si rifugia nel piccolo appartamento sopra il tetto di Gayan, un ex campione di cricket srilankese. La convivenza forzata tra i due sarà la nascita di una solidarietà umana, che cambierà la loro vita.
Napoli è una città viva, dove la società multiculturale, secondo il regista Paola Randi – legge chiamata, anche quando la camorra e la malavita seminare il terrore. Il suo esordio alla regia è un gioiello che brilla con la luce forte del numero complessivo di abitanti e i napoletani. Classicità e sperimentazione alternativi pesi di una bilancia, che è una storia complicata e piena di riferimenti all’attualità. La rappresentazione della politica, infatti, è in linea con l’immagine dei governatori in italia; se dice Alfonso nel film, politici, di poter mangiare di tutto”, che si manifesta con un’espressione di breve e penetrante l’arraffamento piace della classe dirigente italiana. La dignità lodato, ma non del politico è nel mezzo dei due estremi, Alfonso e Gayan. Il luogo di incontro dell’ultimo, definito il vero “Paradiso” della comunità, il cingalese che vive lì, è un mondo a sé, separato da Napoli alle tradizioni popolari e di sicurezza vicino alla città, e per l’esuberanza del colore. La situazione di Alfonso, è un segno di ingenuità, atavica tendenza a perdonare tutto, a focalizzarsi sullo stesso piano ciò che è bene e ciò che non lo è, non a tutto il popolo, per il bene e la camorra.
L’ironia con cui il regista ama raccontare questi opposti, passare attraverso esilaranti sketches che prendere in giro le abitudini dei propri cittadini, e che l’ossessione per le telenovelas e la signora esigente. borghese che fa uso di Gayan come badante. La leggerezza che segue smorza i toni della tragedia della trama, ma senza la conversione dei temi trattati. La denuncia di un criminale, il distruttivo rimane in primo piano. Ma, allo stesso tempo, la possibilità di una riconciliazione tra due mondi diversi come quello di Alfonso e Gayan mettere il punto sul lotto.
Il fantasioso stile di direzione e la forza del contenuto per mostrare come è possibile contribuire alla resistenza del cinema italiano, con coraggio e determinazione. Nonostante un lieve calo dello script, un esordio di questo tipo deve essere difeso, senza esitazione.

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